Da tanto non finivo di vedere un concerto con questa sensazione addosso. La sensazione di aver visto e ascoltato qualcosa di effettivamente nuovo, di ‘fresco’. Sarà stata l’aria di campagna, sarà stata l’atmosfera post-cena, ma il live di Musica da Cucina me lo ricorderò, perché mi è proprio piaciuto tanto. Alla fine, mentre compravo il cd, mi è anche scappato un “Sei un genio cazzo!”, frase che non pronunciavo su per giù dal ’62. Fabio Bonelli, questo il nome di chi governa la one man band, si presenta sul palco armato di loop stations, oggetti e accessori da cucina assortiti (e con ‘accessori’ intendo cose tipo la carta stagnola), chitarra, clarinetto, e un mixer per governare il tutto in tempo reale; con sapienti gesti da consumata massaia e tanto talento, mi fa stare incollato alla sua esibizione, con le antenne dritte. Le canzoni sono spesso strumentali, ispirate ai luoghi della sua infanzia, alla Valtellina, a dove le nonne passavano giornate in cucina. Più mi faccio trasportare dalla sua performance, più colgo l’affascinante visione che sta alla base di questo progetto, più tutti i punti si congiungono. Per inciso, avrei messo il disco sul blog, ma dal vivo lascia proprio a bocca aperta, perché da vedere è una cosa che non capita tutti i giorni. Semplicità e trasparenza di intenti sottolineate dal suo modo di essere, e in più un’ottima esecuzione che giocoforza passa in secondo piano. Un genio, cazzo.
-paul-






