Keith Richards – Life

L’abbiamo letta praticamente tutti, dalle nostre parti. Io devo ancora finirla (manca poco, sono arrivato quando lui smette con la droga e si ‘sistema’), ma sono così entusiasta di questo libro che non vedevo l’ora di metterlo qui, come umile segnalazione. Mi sta condizionando la vita, non tanto perché sto cercando di replicare le abitudini del buon ‘Keef’ dei tempi d’oro (sarei probabilmente già con un cartellino legato all’alluce), ma in quanto sto ascoltando a ripetizione i Rolling Stones da settimane, godendo della loro grandezza, della loro abilità di scrittura e interpretazione. E non riesco a smettere, ancora no. Ora in camera mia sta passando Sticky Fingers, un paio d’ore fa mi sono messo a letto con Let It Bleed in cuffia. Beggars Banquet è un altro must del periodo, cosi come Exile, e i più datati Out of Our Heads, Aftermath, Flowers, Between the Buttons e Their Satanic Majesties Request. Così tanti grandissimi dischi in così poco tempo, da non crederci. Come accade per tutte le forme d’arte, sapere la storia dietro al mito fa incuriosire, fa venire una morbosa voglia di cercare corrispondenze, tra quello che si è appreso (le nozioni sulla vita degli artisti, le loro idee sulla vita e su tutto il resto) e quello che è stato prodotto da loro. Ho parlato poco del libro, ma cosa ci sarà mai da dire? La vita di una leggenda vivente del rock ‘n’ roll che ha cambiato il mondo con la sua musica, raccontata da lui, vividamente e senza compromessi. Suona molto interessante, direi. Curiosi?

-paul-

Max Gordon – Dal Vivo Al Village Vanguard

A Woody Guthrie piaceva molto il blues di Leadbelly e aveva chiare idee su come doveva essere presentato al pubblico. E lo scrive in una lughissima lettera a Max Gordon, riportata per intero in questo libro. E’ solo una delle tante storie che il fondatore del Village Vanguard riporta in questo libro. La storia del locale è inevitabilmente l’intrecciarsi di tante piccole biografie americane: poeti, attrici, bluesman, semplici avventori e chiaramente grandi jazzmen. E’ anche la storia di un angolo di New York, dell’evoluzione del Greenwich Village dagli anni ’30 in poi. Meglio di un romanzo.

Nick Hornby – Alta Fedeltà

Non sono la persona più adatta a segnalare un libro. In vita mia ne avrò letti si e no quattro. Ok ok, sono il solito esagerato, ma comunque non sono un grande lettore, anche se leggere mi piace molto, e quando leggo perdo la cognizione della realtà a volte quasi come quando ascolto un disco. In tutto questo, pare che Hornby mi conosca, sa l’importanza che i dischi possono ricoprire nella vita di certe persone, sa che le emozioni si muovono verso coordinate tracciate dalla musica, sa cosa significa avere una collezione di dischi e fare una compilation. La musica è una cosa seria.

-paul-