WTF?!? OMG! LMAO!

Rischio di scrivere un post che azzeri ogni cosa sia mai stata scritta su questo blog (dicevi questa cosa nel XVII secolo e ti bruciavano vivo…). Ma se è vero che il nostro spazio-cazzeggio prevede una sezione Diary, beh, allora non possono non venirvici riportati(vici?) avvenimenti di un certo peso. La frase che sto per scrivere toccherà le corde dell’animo di tutti gli amici dei margareth, specialmente di chi ci conosce di più, e magari a tutti gli altri scapperà un bello ‘sticazzi’, ma non riesco a trattenermi: Alessandro Benvegnù, il nostro bassista, cuoco e insegnante di sopravvivenza in spazi aperti, ha scritto qualcosa su facebook. E ha usato anche il maiuscolo. Non so se era già accaduto prima, ma di sicuro se è successo non gli è stato dato il giusto peso. Non vorrei fare la figura del web geek (non sono ancora iscritto a facebook MA NON è QUESTO IL PUNTO), vorrei solo condividere questa autentica emozione con voi tutti. Allego una foto di Ale al primo concerto dei margareth, per evidenziarne l’evoluzione.

-paul-

Riguardo a ieri

Mi sveglio con la voglia di ringraziare tutti. Il rituale pagano che abbiamo consumato insieme ieri sera è una di quelle cose che mi fanno pensare: ‘ok, anche se ora esco dalla sala e mi cade un pianoforte in testa non c’è problema. Peccato solo che ho dei cd a casa che devo ancora scartare, perché il corriere è arrivato giusto mentre uscivo… Vabbè, pazienza’. Rituali funebri di moltissime culture del passato prevedevano che nella tomba del defunto venissero riposti oggetti ‘significativi’ (scrivo così per generalizzare; se siete assetati di precisione, i miei libri di archeologia, Il segreto della fenicità e Una volta per tutte: si dice Sumèri, con l’accento sulla ‘e’, sono in tutte le librerie). Scherzi a parte: nella mia tomba voglio che ci sia, tra le altre cose, la serata di ieri.

-paul-

New video coming soon!

Ieri i Margareth hanno girato il videoclip della canzone “it will be allright”, tratta dall’album Fractals!

Come in un racconto di fiabe, la vicenda si è svolta su all’ultimo piano della Torre di Mestre, fredda e solitaria, mentre fuori imperversava la bufera. Solo che in questa fiaba Margareth non è il nome di una bella principessa dai capelli corvini, bensì di quattro nerd almost trentenni, anch’essi belli (a detta delle loro mamme).

Infiniti ringraziamenti a Nicola Scarpelli (alla regia), Alice Brunello Luise (direttore della fotografia) e Elisa Dal Corso (factotum), ma soprattutto grazie a Gabriella e Giancarlo per essere stati così disponibili e simpatici.

 g.

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Try this at home

“Paul esci stasera?”

“No”

“Ma cazzo ma non esci mai”

“Dai in caso ci sentiamo nel weekend”

“Ok, vieni in spiaggia?”

“No”

“Ma cazzo ma non vieni mai”

“Dai in caso ci sentiamo durante la settimana…”

Ipse Dixit (quando il compleanno è solo un pretesto)

Erano anni che aspettavo questo momento. Come anticipo del regalo di compleanno, ho pensato di rendere omaggio al buon Ale (qui immortalato mentre pensa a quante cose si possono fare con un laptop, a seconda di come lo si inclina).

Bassista e attivista politico della band, nonché personalità di spicco nella comunità vegetariana mestrina, filosofo e pensatore fuori dagli schemi, ha lasciato cadere tra noi alcune gemme di profonda concettualità, diamanti grezzi che sta a noi lavorare. Per veder risplendere le nostre vite, per specchiarci dentro la loro luce. Eccone alcune:

“Fantaghirò ha sfruttato un sacco di nani”

“Gibo fa veramente il minimo indispensabile. Se potesse mangiare e cagare su un cesso…”

“Ma noi abbiamo una canzone che si chiama title-track?!? Sì?”

“Ci vediamo alla Passerina” (la Passaia)

“Non eri più una base ritmica ma diventavi base ritmica e melodica”

“Tu me la puoi anche mandare la mail, però io poi la devo leggere”

“Birchenau è un posto di merda” (cantata alla De André)

“Salve, ma questo Chianti riserva Poggibonsi… C’è anche bianco?”

Panettiera: “Ecco la focaccia. La mangiate subito o ve la incarto?” il Nostro: “La mangiamo subito. Però ce la incarti”.

Molte altre ce ne sarebbero e sono invece perdute per sempre (comunicazione di servizio: Gibo e Nico siete liberi di aggiungerne altre in mezzo a quelle qui sopra). Comunque sia, grazie Ale.

-paul-

It’s (almost) over

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Fine. O quasi, almeno. Le registrazioni sono ultimate, il mixaggio anche. Manca solo qualche piccolo ritocco, che faremo tra un po’ di giorni, quando avremo ascoltato bene il pre-master. Già, “pre-master”. Al lavoro che abbiamo fatto finora manca un passaggio importante: il mastering. Non vi spiego cos’è perché manco io l’ho capito al 100%, e perché sarebbe comunque noioso da leggere credo. Farà suonare tutto meglio, ovviamente. Ci vorrà del tempo ancora perché il disco arrivi sulle tavole degli italiani, potrebbero essere due come tre come quattro mesi, non dipende solo da noi.

Di sicuro, l’esperienza di Nave ce la ricorderemo come una delle più belle: Marco e Giovanni ci hanno trattato bene, e ho idea che anche loro si siano divertiti come e con noi. Bello fare i dischi, bello davvero.

Foto ricordo

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Stiamo per finire le registrazioni. Settimana prossima si fa il mixaggio. Sono giorni molto tranquilli, molto sereni, suoniamo. A breve vediamo se riusciamo a collezionare un po’ di aneddoti interessanti, per fare un resoconto della settimana anche da quel punto di vista. Intanto, ecco un po’ di foto.

Un giorno di produzione

Taglia gli acuti, tira indietro sul tempo, suona fuori tempo, prova un solo per 45 min, aspetta su un divano per ore, gira manopole, l’eco lo controlla la traccia di basso, questo pedale non va, la batteria finisce in un tunnel mono, buona la prima, questa la rifai, qua andava in fa diesis, fidati di quello che ti dico, no questo non lo suono, dai provaci, hai ragione tu.Ma mangia bene, riposati, parla di musica, incazzati, scherza, guarda il preventivo dell’elettricista, riparati dalla pioggia, posta sul blog, chatta con la mamma, fai una passeggiata, rispondi a quello che sta a New York.

- Nic

L’impatto con Nave

I primi due giorni di lavoro per il nuovo album se ne sono andati, e il resoconto finora non può che essere positivo. Il clima è molto rilassato e comunque si lavora sodo, da mattina a sera, ma senza ansie o nervosismi inutili. Abbiamo già abbondantemente rotto il ghiaccio con Marco e Giovanni, tanto che ormai ci esprimiamo solo a imitazioni e cazzate insensate. Tra le imitazioni, va molto Gianni Morandi (una sporca imitazione), e stiamo cercando di esportare la ‘ere’ mestrina fin qui, nel cuore della Padania.

Qui vicino c’è un’osteria che con cinque euro mangi primo, contorno, pane, vino, acqua e caffè. Incredibile ma vero. E il macellaio – sempre qui vicino – ha degli hamburger da competizione. Poi la sera Ale fa sempre da mangiare. Ale è un gran cuoco.

Sto divagando, ma non per nulla: stiamo bene, siamo sereni, e convinti che il disco verrà benissimo.